La Leggenda di Oda Saburo Nobunaga – vol. 1 – Recensione e intervista a Tetsuo Hara

copertina ita 1a

“Nessun padrone.
Nessun Cielo.”

Dopo tanta attesa (più di 4 anni, per l’esattezza) anche in Italia è possibile leggere Ikusa No Ko – Oda Saburo Nobunaga Den (いくさの子 織田三郎信長伝 – Il Figlio della Battaglia – La Leggenda di Oda Saburo Nobunaga), il più recente manga di Tetsuo Hara.

Basata su una sceneggiatura frutto di ben quattro anni di ricerche da parte di Kitahara Seibo (pseudonimo dietro il quale si cela Nobuhiko Horie, già artefice dell’idea originale alla base di Hokuto No Ken), questa serie si propone di raccontare la giovinezza di Nobunaga Oda, leggendario condottiero che nel XVI secolo tentò di unificare il Giappone.

PERSONAGGI

kipposhi profile

Kipposhi
Dodicenne scapestrato, ambizioso e senza paura è colui che un giorno diverrà noto con il nome di Nobunaga Oda.

Padre di Kipposhi e daimyo dei quattro distretti di Owari

Nobuhide Oda
Padre di Kipposhi e daimyo dei quattro distretti di Owari

Masahide Hirate Tesoriere della famiglia Oda e tutore di Kipposhi

Masahide Hirate
Tesoriere della famiglia Oda e tutore di Kipposhi

nome capo dei pirati

Onigenta
Capo di un feroce gruppo di pirati

Inumaru Schiavo dei pirati, è capace di prevedere gli eventi atmosferici.

Inumaru
Schiavo dei pirati, è capace di prevedere gli eventi atmosferici

Cesco Uomo europeo catturato dai pirati

Cisco
Uomo europeo catturato dai pirati

Si potrebbe parlare molto del fatto che Tetsuo Hara e Buronson, ai tempi, avevano già modellato il mitico Raoh proprio sulla figura di questo celeberrimo personaggio storico, oppure del fatto che, mancando quasi totalmente una reale documentazione sull’infanzia e la gioventù di Nobunaga, gli autori abbiano praticamente carta bianca nel romanzarne la vita. Tuttavia, in occasione del primo volume italiano (e grazie soprattutto all’insostituibile MusashiMiyamoto) ho pensato che sarebbe stato meglio poter leggere direttamente il parere del maestro Hara, riportato in un’intervista del 2011 dedicata al lancio del primo volume nipponico di Ikusa No Ko. Buona lettura!

intervista tetsuo hara ikusa no ko

Come mai, dopo circa dieci anni passati a disegnare Souten No Ken (Ken il guerriero – Le origini del mito), ha scelto di ambientare la sua nuova serie nell’epoca Sengoku, il periodo degli Stati combattenti?

Nobunaga è un personaggio che avrei voluto disegnare addirittura prima di Keiji Maeda, ma all’epoca ero abituato a realizzare storie di stampo futuristico, come Hokuto No Ken, e fu quindi grazie al romanzo “Ichi-Mu-An Fūryūki”, del maestro Keiichiro Ryu, che ebbi l’occasione di ambientare per la prima volta una serie nell’epoca Sengoku, creando così Hana No Keiji.  Devo dire che, essendo io un disegnatore, pensavo che la mia più grossa difficoltà sarebbe stata quella di adattare il mio stile a quel preciso contesto storico,  perché adoro mostrare i muscoli, la forza e, non so perché, sin da piccolo ho sempre voluto rappresentare uomini virili in costante lotta fra loro, ma poi mi sono reso conto che il periodo Sengoku si abbinava perfettamente a questa mia visione.
Comunque, già mentre realizzavamo Hana No Keiji, io e Nobuhiko Horie pensavamo un giorno di creare qualcosa su Nobunaga e ora, finalmente, quel momento è arrivato.

Il personaggio di Oda Nobunaga è stato al centro di svariate opere, ma è decisamente insolito vederlo protagonista di un manga che narra della sua giovinezza…

In un certo senso è un azzardo: nessuno ha mai descritto la sua giovinezza in un manga e non vi sono neanche opere che trattano di questo aspetto in modo specifico. Ma nonostante sia un azzardo, è sicuramente nel mio stile affrontare questo genere di sfide ed è stata la stessa cosa ai tempi di Keiji che, sebbene fosse un guerriero piuttosto anonimo, sono riuscito a far salire alla ribalta (ride).
Ho l’occasione di disegnare ciò che gli altri non hanno mai disegnato e, con le mie capacità, posso affrontare al meglio qualsiasi scena, quindi i miei punti di forza saranno proprio questi. Sono convinto che il pubblico troverà interessante seguire l’evoluzione di Nobunaga fino al suo affermarsi come il leader carismatico che tutti conosciamo e, per questo, voglio rappresentarlo in maniera molto chiara e non farlo sembrare un semplice “monellaccio”. Oltretutto, non avrebbe alcun senso mettere in scena qualcosa che è già stato sviscerato da tanti altri ma, al contrario, porre come protagonista un ragazzino è già di per sé un elemento di rottura tale da suscitare curiosità e, per quanto mi riguarda, un modo di mettermi alla prova. Sono ormai un uomo di mezza età e quindi il concetto di giovinezza per me è qualcosa di incredibilmente tenero e bello, un qualcosa di abbagliante e ormai irraggiungibile. Non credevo proprio che sarei arrivato a pensare una cosa del genere: un tempo ero profondamente affascinato dagli uomini realizzati e questo era quello che mi piaceva disegnare, ma adesso preferisco il tipo di personaggio ancora acerbo che però ha la capacità di attrarmi grazie allo splendore dei suoi sogni e delle sue potenzialità. Per me adesso le vere “stelle”, i protagonisti, sono i giovani. Quando ero ragazzo provavo ammirazione verso gli uomini forti, virili e realizzati, sperando di diventare un giorno come loro, mentre ora sono affascinato dallo splendore della gioventù e spero di riuscire a descriverla nella maniera più efficace.

Quindi è questo suo senso di ammirazione il tema portante?

Vedi, non è tanto un discorso di ammirazione, è che io non riesco a disegnare qualcosa se non nutro un sentimento di speranza. I giovani che hanno talento di solito suscitano un certo fascino, prendi ad esempio Ryo Ishikawa, il giocatore di golf, che è diventato una stella in men che non si dica. Quelli come lui suscitano ammirazione non solo nei ragazzi ma anche negli adulti. Penso che la società in generale, oggi come oggi, riponga grandi aspettative verso le nuove generazioni e, d’altro canto, proprio fra questi giovani, siano essi uomini o donne, emergono sempre più spesso grandi talenti. Questi sono i tempi che stiamo vivendo.

Insomma maestro, intende dire che l’opera riflette quelle che sono le sue sensazioni riguardo ai tempi odierni?

I fatti storici sono questi: quando Nobunaga è ancora giovane, suo padre Nobuhide viene sconfitto in battaglia e la casata ne esce indebolita, tant’è che l’unica speranza è proprio questo ragazzo prodigio di 12 anni e non c’è null’altro a cui aggrapparsi. In tal senso, la luce del clan Oda inizia a splendere proprio quando Nobuhide viene sconfitto dagli Imagawa.
Nel mio manga si sente proprio questo, si percepisce lo spirito del genitore che vuole far sbocciare il talento di questo giovane. Quindi, in definitiva, si parla della relazione tra padre e figlio, ed è questo che voglio rappresentare nel modo più efficace.

Ora è concentrato sulla giovinezza di Nobunaga, ma pensa di narrare anche del Nobunaga adulto?

Sì, allo stato attuale il mio obbiettivo è di portare avanti la storia fino alla battaglia di Okehazama. Come ai tempi di Hana No Keiji, con Nobunaga vorrei far brillare una nuova stella e porre i riflettori su tutti quei comprimari che gli saranno vicini fino al momento di quella battaglia. Ovviamente ci saranno grandi personaggi come Imagawa Yoshimoto e molti altri affascinanti personaggi secondari. Voglio rappresentare anche questi ultimi nella maniera più allettante possibile.

In effetti, essendo Nobunaga il protagonista, attorno a lui vedremo ad esempio personaggi come il nobile e audace Hirate Masahide. Quanto ci sarà di suo, maestro, nel racconto e nell’interpretazione di tali personaggi?

Molti di questi personaggi storici sono già stati rappresentati da altri e, per quanto mi riguarda, non darò loro un taglio che si scosti troppo da quei modelli, perché altrimenti potrebbero sembrare falsati. Di conseguenza, mi concenterò su quei personaggi che fino ad oggi sono stati meno considerati, come appunto Imagawa Yoshimoto, che ritengo il più importante, perché è quello che si oppone a effettivamente a Nobunaga. Tra l’altro, come uomo, ha tutto un suo fascino particolare che deriva dall’esperienza, quindi sono sicuro che vi piacerà.

Quindi ci sarà un crescendo fino alla battaglia di Okehazama?

Dal punto di vista di Yoshimoto, Nobunaga non è, almeno inizialmente, una grande preoccupazione, perché in fondo si tratta di un ragazzino di appena dodici anni. Quindi la sua attenzione sarà focalizzata su colui che al momento ritiene il suo vero nemico, Nobuhide. Voglio che la trama si dipani nella maniera più coerente possibile partendo da questi presupposti.

C’è qualcosa che vorrebbe dire ai suoi lettori?

L’epoca Sengoku è stata caratterizzata dalla guerra. Il giovane Nobunaga vi si è trovato coinvolto ed ha affrontato quotidianamente quella dura realtà. Spero vivamente che troviate ciò che vi accomuna al protagonista e facciate vostro il messaggio che può trasmettere ad un lettore di quest’epoca. Chiaramente, la società odierna è totalmente diversa, sia dal punto di vista della sensibilità che del senso comune, ma credo che sia molto utile conoscere la storia e mi auguro che vi lasci qualcosa. Desidero che questa mia opera sia per voi uno sprone. In fondo, io stesso sono un uomo moderno che tenta di rappresentare qualcosa che appartiene al passato, cercando di comprenderne il significato. La cosa che ritengo di gran lunga più importante è trovare quelli che sono i punti in comune, nel modo di vivere e di pensare, tra la gente di oggi e la gente dell’epoca. In un certo senso voglio fare da ponte tra il presente e il passato e mi auguro che i miei lettori possano assaporare al meglio questo tipo di mondo che ho costruito per loro.

EDIZIONE ITALIANA

Ammetto che La Leggenda di Oda Saburo Nobunaga è il primo manga edito da Goen che acquisto, quindi non ho termini di paragone a cui riferirmi se non quelli di altri editori come Planet Manga e J-Pop. Insomma, non conosco lo standard qualitativo medio delle edizioni Goen (anche se devo dire che ne ho sempre sentito parlare bene), quindi, fatta questa doverosa premessa, mi limiterò a descrivere quello che penso del volume che ho tra le mani, di cui posso dire subito che mi ha fatto una buonissima impressione. La cosa che salta immediatamente all’occhio è la cura maniacale nella confezione: praticamente già la sovraccoperta è uno spettacolo sia per l’aderenza all’originale, sia per il livello di dettaglio e le scelte grafiche. Lo spettacolo continua poi all’interno quando, iniziando a sfogliare le pagine, si notano subito le tavole a colori (ne mancano un paio in realtà, ma già così c’è da sentirsi più che soddisfatti) e l’ottima qualità della stampa e della carta.

Per quello che invece riguarda traduzioni e adattamento, diciamo che ho trovato tutto molto scorrevole ma, personalmente, così come faticavo a leggere termini come “messere” in Keiji (J-Pop), allo stesso modo sono rimasto un po’ perplesso nel vedere l’utilizzo di espressioni come “Lord” piuttosto che “Signore”. Cosa molto importante, non ho trovato un singolo errore grammaticale o svista, segno inequivocabile che il lavoro svolto è di un certo livello. Infine, cosa da non sottovalutare, il prezzo: 4 euro e 95 centesimi. Sinceramente, per quello che il volume offre, mi sembra un costo davvero irrisorio, soprattutto se rapportato all’offerta di altri (Planet in primis).

Insomma, se siete fan di Tetsuo Hara e amate il buon fumetto, COMPRATE La Leggenda di Oda Saburo Nobunaga e fatelo senza riserve, perché “l’autore di Ken il guerriero” (come recita la fascetta azzurra attorno al primo volume) è stato in grado di creare un altro capolavoro in cui gli elementi che contraddistinguono da sempre le sue opere (la lealtà, l’onore, l’amicizia, i sogni…) si mescolano ad una trama fresca ed appassionante, che promette tanto per il futuro.

Al prossimo volume!

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